Associazione "Sì alla Vita" della Svizzera italiana
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Bollettino Sì alla Vita n. 189
 

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I nostri primi 30 anni di attività

Associazione "Sì alla Vita" della Svizzera italiana

 

 

15 maggio 1975 – 15 maggio 2005

30 anni di lavoro a favore della vita umana nascente e 

delle famiglie

 

Il 15 maggio 2005 sono stati festeggiati i 30 anni dalla fondazione dell’Associazione “Sì alla Vita” della Svizzera italiana. Tre decenni, volati via quasi senza accorgersene. Una straordinaria e irripetibile avventura umana che ha visto un piccolo gruppo di persone, che credevano nella necessità di impegnarsi coi fatti, e non solo a parole, nel creare e far vivere un’associazione affinché il “no” all’interruzione volontaria di gravidanza non rimanesse una semplice dichiarazione ideologica, di principio, ma fosse accompagnata da misure concrete di sostegno ed aiuto in campo sociale, morale, economico, medico e giuridico. Un’associazione che conta oggi circa 2’100 soci e perlomeno altrettanti simpatizzanti e sostenitori.

 

3'600 bambini che probabilmente non sarebbero mai nati

 

“Sì alla Vita”, in questi trent’anni, ha aiutato a nascere nella Svizzera italiana più di 3'600 bambini, che in buona parte non avrebbero mai aperto gli occhi su questa terra bellissima e, allo stesso tempo, difficile e che non regala nulla a nessuno. Soprattutto ai bambini non desiderati e alle famiglie in difficoltà.

La nostra Associazione ha da sempre come scopo di promuovere il rispetto per la vita umana sin dal momento del concepimento e di ricercare i mezzi idonei per appoggiare lo sviluppo di questa vita, nonché di aiutare e sostenere tutti quelli che hanno il com­pito di proteggerla nel campo sociale, legale ed educativo. Una protezione della vita umana che deve estendersi a quella degli anziani, degli ammalati e degli handicappati di ogni età: anche alla vita che si è sempre più spesso tentati di definire “senza senso” o “senza valore”.

 

Migliaia di colloqui, molte preoccupazioni, tanto dolore, ma anche grande gioia

 

Sono stati migliaia i colloqui che le nostre collaboratrici e i nostri specialisti hanno avuto in questi anni con madri e famiglie in difficoltà per l’affacciarsi alla vita di un bambino. Solo chi l’ha vissuto di persona sa quanto dolore, quante preoccupazioni, quanti problemi ci sono stati sottoposti, con la speranza – qualche volta con l’incredulità – di potere trovare delle soluzioni. Molte volte ci siamo riusciti, per la gioia di parecchi genitori, permettendo a tanti bambini di nascere in un ambiente più sereno e senza il continuo assillo di debiti, precetti esecutivi, disoccupazione, minacce e violenze di famigliari contrariati dalla nascita di bimbi indesiderati. Altre volte abbiamo dovuto arrenderci di fronte a decisioni di chiusura totale alla vita umana nascente. Abbiamo sempre rispettato le persone che hanno preso queste decisioni, anche se non potevamo condividerle e scelte in favore della vita erano possibili: ma, credeteci, abbiamo molto sofferto con - e per – loro. E per i bambini ai quali hanno rinunciato.

 

“Sì alla Vita”, grazie ai suoi soci, amici e sostenitori, in tre decenni ha raccolto oltre 7 milioni di franchi svizzeri, in grandissima parte riversati a madri e famiglie in difficoltà per l’affacciarsi alla vita di un bambino “non previsto” o indesiderato. Senza contare le innumerevoli garanzie che abbiamo prestato a destra e a manca per rendere possibile anche a chi non ne aveva i mezzi di occupare un appartamento adeguato ad una famiglia con un figlio in più. Per non parlare delle centinaia di letti, lettini, carrozzelle, fasciatoi, completini, abiti e suppellettili che abbiamo consegnato a chi ne aveva impellente bisogno. Abbiamo svolto, inoltre, un lavoro di coordinamento e di valorizzazione delle numerose risorse finanziarie e umane esistenti sul nostro territorio. Un’attività perlomeno altrettanto importante della ricerca di fondi propri. Ai nostri contributi e aiuti devono essere pertanto aggiunti altri 5-6 milioni di franchi (le cifre esatte si trovano nei rispettivi bilanci annuali): si tratta di mezzi finanziari e aiuti in natura messi direttamente a disposizione - su nostra richiesta - di chi ne aveva bisogno da altre organizzazioni, quali associazioni, fondi di solidarietà, fondazioni, strutture d’aiuto pubbliche e private, ecc.

 

12 milioni di franchi per mamme e famiglie in difficoltà

 

In totale, quindi, 12-13 milioni di franchi destinati con oculatezza e prudenza alle mamme e alle famiglie che si sono rivolte in questi anni con fiducia al nostro “Servizio SOS-Madri in difficoltà” (che risponde 24 ore su 24 al numero 091 966 44 10). Importi apparentemente cospicui se considerati in assoluto, ma che rappresentano pur sempre una goccia nel mare del bisogno. E le necessità economiche, invece di diminuire, tendono ad aumentare costantemente.

 

1’944 franchi “investiti” per aiutare a nascere un bambino sono troppi?

 

Sappiamo benissimo che le statistiche sono relative. E che il rischio di monetizzare qualsiasi cosa, compresa la vita umana, sia grande e l’operazione sicuramente opinabile. Non possiamo però non porci una domanda. L’importo medio di franchi 1’944.-- “investito” da “Sì alla Vita” per aiutare a nascere ognuno degli oltre 3'600 bambini di cui ci siamo occupati in un trentennio è troppo elevato? Noi siamo convinti di no. Anzi: siamo sicuri che si tratta di un importo quasi risibile.

Ne siamo tanto più convinti se pensiamo al valore incommensurabile di ogni vita umana. Tenuto anche conto che tale importo comprende, oltre agli aiuti diretti, anche le spese vive per far conoscere meglio i valori umani in gioco, per le campagne in occasione di iniziative e referendum, per pubblicare il nostro Bollettino d’informazione, per far funzionare l’Associazione.

Spesso ci siamo domandati come far fronte agli impegni finanziari assunti nei confronti delle persone che avevano riposto in noi tutta la loro fiducia. Le risposte le abbiamo, però, sempre avute. Chi è credente potrà dire che la Provvidenza esiste, e noi siamo fra questi. Altri potranno sostenere che la solidarietà umana non è una parola vuota: ed è vero. Sia come sia, pur non avendo mai messo un soldo da parte, la nostra Associazione è sempre riuscita a dare risposte adeguate e dignitose alle richieste delle mamme e delle famiglie che ci hanno fatto partecipi dei loro problemi e difficoltà. Se qualcuno vorrà aiutarci in futuro sarà il benvenuto (versamenti possono essere effettuati sul CCP 69-8606-8 – Associazione Sì alla Vita della Svizzera italiana – 6903 Lugano).

 

Un’attività apprezzata anche dall’ente pubblico

 

Il lavoro svolto dalla nostra Associazione è apprezzato anche dall’ente pubblico, che spesso domanda di potere attingere alle nostre risorse per far fronte rapidamente ai bisogni di persone in difficoltà, senza dover sottostare alle rigide regole imposte dalla burocrazia. Quando possiamo rispondiamo molto volentieri anche a queste richieste, nonostante che i nostri mezzi siano estremamente limitati rispetto alle cifre di bilancio dello Stato e dei suoi servizi. Da diversi anni il nostro “Servizio SOS-Madri in difficoltà” è riconosciuto quale partner del Dipartimento della sanità e della socialità nell’offerta di servizi sociali, nel settore d’intervento “Famiglia”.

In un momento in cui Cantone e Comuni, a causa delle ristrettezze finanziarie, devono ridurre drasticamente gli importi disponibili per l’aiuto sociale il ruolo dei privati diventa ancora più importante. Noi faremo quanto possibile: i nostri amici sanno che non ci tireremo indietro. Ciò nonostante dobbiamo ricordare che non abbiamo nessuna riserva a bilancio e che anche in futuro potremo aiutare con efficacia solo nella misura in cui soci, sostenitori e simpatizzanti di “Sì alla Vita” ci faranno avere i mezzi finanziari necessari.

 

Una scelta alternativa di cui nessuna mamma si è mai pentita

 

Chi ci segue da tanti anni sa quanto sia faticoso il lavoro nel delicato settore dell’aiuto alla vita umana nascente. Il background culturale non è certo d’aiuto. Proporre soluzioni alternative all’interruzione legale di gravidanza, magari in situazioni apparentemente senza via d’uscita, non è facile e non suscita sempre consensi! Eppure possiamo affermare una cosa, senza temere di essere smentiti: nessuna delle mamme che in tutti questi anni ha scelto l’alternativa di far nascere il proprio bambino, piuttosto che quella dell’interruzione volontaria della gravidanza, se ne è mai pentita. Non che tutto sia (stato) rose e fiori. Tutt’altro: in molti casi le difficoltà, anche grandi, non sono mancate. Ma si è riusciti insieme ad affrontarle. Cercheremo di continuare su questa strada.

 

Il Presidente: Carlo Luigi Caimi